Storia

I gesuiti arrivano a Tarragona per ordine del cardinale Gaspar Cervantes de Gaeta. La chiesa iniziò nel 1576 dopo che il capitolo della cattedrale diede il permesso di costruire e dopo la morte del Cardinale Cervantes. La sua costruzione fu lenta per la mancanza di denaro, ma andò avanti grazie a l’arcivescovo Antonio Agustín Albanell e fu inaugurata –senza finire– alla fine del secolo. Apparteneva alla Compagnia di Gesù (annessa alla casa del noviziato) e benedetta sotto l’invocazione dei Santi Re per la devozione che aveva il cardinale Cervantes.

Un importante benefattore è stato Onofre Morell, il cui scudo è sulla facciata. La sua lapide era nel presbiterio fino al 1969, quando in seguito ad alcuni lavori, si trasferì in un muro.

Nel 1767, il re Carlo III espulsó dalla Spagna l’ordine dei gesuiti e donò la chiesa agli Agostiniani e cambiò il suo nome a Sant’Agostino. Nel 1835 la confisca di Mendizábal espulse anche gli Agostiniani. Da quel momento il culto fu mantenuto nella chiesa, ma il convento divenne una caserma.

In tempi contemporanei, una volta scomparsa la caserma con il nuovo sviluppo della Piazza Verdaguer, gli ultimi a farsi carico della chiesa sono stati i fratelli claretiani del Cuor di Maria, che sono andati via nel 2014, rimanendo come un luogo di culto dipendente la parrocchia di San Francesco. Allo stesso tempo, si possono vedere dieci raffigurazioni della processione della Settimana Santa che non avevano nessun antro posto dove poter conservarsi.